La nuova situazione politica determinata dalle recenti elezioni per il rinnovo del Parlamento vedra’ La Destra italiana impegnata nellacostruzione nell’intero territorio di un progetto politico e culturale che fondi la propria dimensione nella tradizione e nella cultura profonda dellaNazione.
33 milioni di italiani hanno deciso chi e’ presente in Parlamento, 3 milioni hanno votato per chi e’ stato escluso e ben 14 milioni non hannovotato.
Il comitato politico nazionale ha deciso di avviare la nuova fase cominciando la discussione su come arrivare alla stagione congressuale, in ottemperanza al mandato annuale dell’assemblea costituente di novembre.
Vogliamo arrivarci partendo da una campagna di ascolto che deve coinvolgere tutta la nostra struttura, con un calendario di assemblee regionali (nel Lazio saranno svolte anche quelle provinciali), aperte a tutti i dirigenti locali, fino ai portavoce comunali, a cura degli attuali responsabili regionali, finalizzata anzitutto a serrare le fila. In convizioni difficilissime abbiamo ottenuto un grande risultato in appena cinque mesi di vita, siamo arrivati ad appena duecentomila voti dai quattro partiti – tutti insieme – della sinistra radicale.
Venerdi’ 9 maggio Abruzzo (Alba Adriatica - Teramo)
Sabato 10 maggio Umbria
Domenica 11 maggio Marche (Cagli)
Lunedi’ 12 maggio esecutivo romano per l’organizzazione della conferenza
organizzativa capitolina del 27 maggio
Lunedi’ 12 maggio Latina
Martedi’ 13 maggio Frosinone (a Cassino)
Mercoledi’ 14 maggio Roma provincia (Tivoli)
Giovedi’ 15 maggio Rieti (Colle di Tora)
Venerdi’ 16 maggio Aosta
Sabato 17 maggio Piemonte (Torino)
Domenica 18 maggio Lombardia (Milano)
Lunedi’ 19 maggio Viterbo
Venerdi 23 maggio Liguria
Sabato 24 maggio Toscana
Domenica 25 maggio Emilia-Romagna
Martedi’ 27 maggio Roma
Venerdi 30 maggio Calabria
Domenica 1 giugno Sicilia
Venerdi 6 giugno Puglia
Sabato 7 giugno Basilicata
Domenica 8 giugno Campania
Venerdi 13 giugno Molise
Sabato 14 giugno Sardegna
Venerdi 20 giugno Trentino alto adige
Sabato 21 giugno Friuli Venezia giulia
Domenica 22 giugno Veneto
Il congresso – a cui lavorera’ una commissione per la predisposizione del regolamento presieduta dal responsabile organizzativo Stefano Morselli – sara’ preceduto dalle assemblee regionali degli iscritti che saranno
chiamate ad eleggere i rispettivi portavoce regionali e i delegati al congresso nazionale in ragione dei voti ottenuti alla Camera in ciascuna regione.
Sara’ questo il modo per una prima legittimazione dal basso della nostra rappresentanza regionale, una prima risposta positiva a chi parla di regionalizzazione del movimento, attraverso il consenso degli iscritti al partito. Il nostro statuto parla di anzianita’ d’iscrizione di almeno sei mesi, quindi potranno votare quelli che avranno aderito sei mesi dallo svolgimento delle assise mentre sara’ possibile rinnovare l’iscrizione fino al giorno del congresso per gli iscritti 2007.
Successivamente al congresso nazionale saranno rinominati, d’intesa tra i segretari regionali e il segretario nazionale eletto, i portavoce provinciali e quelli dei comuni capoluogo di provincia, che accompagneranno entro l’anno il territorio ai rispettivi congressi locali, con la possibilita’ di votare anche per gli iscritti che nel frattempo avranno aderito, sempre a partire dai sei mesi precedenti lo svolgimento delle assise locali. Ma questa tempistica puo’ anche essere oggetto di discussione
Al congresso nazionale sara’ approvato lo statuto definitivo del Movimento. Al centro del congresso saranno, oltre all’elezione degli organi che saranno previsti dal nuovo statuto, i rapporti con le forze politiche a partire da quelle della maggioranza di governo, quelli con la Fiamma Tricolore e il Fronte Nazionale, e le iniziative sociali da intraprendere nel Paese, con in testa una grande manifestazione di popolo da organizzare per l’autunno con precisi obiettivi politici
Quando parliamo dei rapporti con le forze della maggioranza di governo, la cosa piu’ sbagliata sarebbe impostarla come se si trattasse di un referendum se andare o no con Berlusconi. Per quel che mi riguarda la risposta e’ negativa. Anche perche’ c’e’ chi si chiede se il Pdl ci vuole o no. Per me il problema non e’ quello che vuole il Pdl, ma quello che vogliamo noi. Sarebbe stato facilissimo accordarsi con il Pdl: sarebbe bastato rinunciare al simbolo, fare quello che ha fatto l’onorevole Rotondi e puntare ad un ministero cancellando ogni traccia della propria identita’ politica, privilegiando quella personale. Abbiamo detto di noi, e con noi lo hanno detto poco meno di un milione di italiani. Non ci hanno chiesto – gli italiani – di fare i sottosegretari, non possiamo l’anno prossimo promettergli che faremo gli assessori. Se faremo gli assessori sara’ in base a rapporti di forza che sapremo costruire e non per grazia ricevuta. Laddove siamo andati bene ci verranno a cercare; laddove non siamo determinanti non lo faranno. Ma non possiamo essere il bancomat del popolo delle liberta’: ecco perche’ serve un congresso che fissi i nostri paletti.
Abbiamo pagato oltre ogni misura il voto utile, ci riproveranno con la riforma delle legge elettorale europee: se abbiamo fatto una scelta di dignita’ alle politiche, dobbiamo preparare il partito a combattere una battaglia con un’organizzazione migliore e parole d’ordine piu’ efficaci per le europee. Abbiamo preso circa un milione di voti nonostante il paradosso di essere nati come Destra leale verso Berlusconi e finendo la campagna elettorale come la Destra che non si doveva votare. Ci hanno votato comunque: dobbiamo dire a ognuno dei nostri elettori di convincerne un altro e il 2,5 diventa il 5 per cento. Diventeremo determinanti perche’ a sinistra per forza di cose dovranno inseguire la ricomposizione e se noi manterremo un atteggiamento di dignita’ – guardando anche 17 milioni di italiani non rappresentati dal Parlamento – potremo puntare ad una posizione politica di alleanza con il centrodestra non basata sulla gentile concessione ma sulla capacita’ di essere determinanti per vincere, ma anche per governare a precise condizioni politiche e di programma. Novita’ rilevanti sul piano organizzativo, ed e’ il secondo passaggio sulla regionalizzazione del partito, in favore delle strutture del territorio
potranno essere decise: il tesseramento al partito da suddividere tra quote in parti uguali tra sezioni, federazioni provinciali, strutture regionali e struttura nazionale. In pratica, solo il 25% della quota della tessera dovra’ arrivare al partito, il resto rimanere in periferia alle varie articolazioni. Tutto questo finalizzato alla necessita’ di rafforzare la presenza territoriale con l’obiettivo di aprire ottomila sezioni in tutta Italia, a partire dalla nuova e piu’ funzionale sede nazionale, in modo da arrivare con tutte le nostre potenzialita’ agli appuntamenti elettorali delle europee e amministrative del prossimo anno.
Saremo presenti in tutte le competizioni amministrative con nostri candidati alle massime cariche locali, disponibili a fare coalizione con il centrodestra, indisponibili a subire ulteriori ostracismi come quelli che ancora oggi registriamo. E proprio il congresso sara’ l’occasione – dopo la campagna di ascolto dei quadri locali di tutta italia attraverso le assemblee regionali e i relativi congressi – per stabilire il “posizionamento” della Destra italiana nel nuovo scenario politico.
Dal primo congresso nazionale partiremo con il lancio di una bozza di programma per le elezioni europee che sara’ sottoposto alla discussione e alla modifica con un grande confronto popolare in tutto il Paese.
Noi non chiediamo un posto da occupare,noi cerchiamo un posto dove vale la pena di stare.
domenica 11 maggio 2008
LA DESTRA VERSO IL PRIMO CONGRESSO NAZIONALE
Pubblicato da
La DESTRA Rosarno
a
11.33
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2 commenti:
angelo ciao...dobbiamo fare quadrato...!
Michele Arnoni
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SUL BLOG www.ladestrapiazabologna.blogspot.com
SONDAGGIO CHI PREFERISCI COME SEGRETARIO DEL PARTITO TRA STORACE, BUONTEMPO, SANTANCHè, MUSUMECI
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